











Per approfondimenti sulle
notizie citate richiedere articolo o servizi a:
fidest@gmail.com
**
ATTENZIONE
dai "Centri Fidest"
l'informazione riguarda:
-
scienze
-
biologia
-
medicina
-
tecnologie
-
esoterismo
-
diritti cittadini
I link che segnaliamo:
www.viaggidoc.it
*
LE PROPOSTE
turistiche
(nella
seconda pagina di arte/spettacolo)
Viaggi che passione. Le proposte turistiche
|
| |
-
CODE08/13882 (8/8) (fidest) Tempo di vacanze e di
viaggi, e anche di burocrazia, almeno per coloro che
intendono andare oltre frontiera. Qualche consiglio e'
sempre utile per evitare spiacevoli conseguenze. Iniziamo
dai documenti. Il passaporto per i Paesi Ue non e'
necessario perche' sono una unica area di libero scambio per
persone e merci, occorre pero' avere un documento (es. carta
di identita') per eventuali controlli; la marca annuale va
quindi pagata solo se si espatria nei Paesi extra Ue, per i
quali puo' essere necessario il visto e un periodo di
validita' del passaporto stesso di 6 mesi dalla data di
ingresso. Per macchine fotografiche, video e computer e'
opportuno portare il certificato di garanzia o la ricevuta
di acquisto, in questo modo si puo' dimostrare, al ritorno,
di aver acquistato gli articoli in Italia. Al rientro si
possono portare beni il cui valore non superi 175 euro, le
eccedenze bisogna dichiararle e pagare la dogana. Alcool e
tabacchi hanno alcune limitazioni, che in genere sono
riportate in tabelle affisse negli aeroporti. L'importazione
e l'esportazione di valuta e' libera per importi complessivi
inferiori a 10.000 euro, oltre questo importo e' necessario
compilare un apposito formulario da depositare presso gli
uffici doganali al momento dell'entrata o dell'uscita dal
territorio doganale. Per gli animali introdotti in Italia
ricordiamo che per quelli di compagnia, es. cani e gatti, e'
necessario un certificato sanitario; per gli animali 'da
vacanza' (pappagalli, tartarughe, ecc,) importati, occorre
il certificato sanitario oltre a quello di esportazione del
Paese di provenienza. Per l'importazione di prodotti
provenienti da specie protette (es. avorio, corallo,
pellicce, ecc.) occorre una autorizzazione all'esportazione
del Paese di provenienza.
-
CODE08/13883 (8/8) (fidest)
Le promesse disattese della Cina
in Sudan La Cina non mostra nessun impegno per la pace in
Darfur L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha
accusato il governo cinese di non impegnarsi, come invece
aveva promesso, per la pace nel Darfur. Grazie alle nuove
forniture di armi al Sudan e le trivellazioni per la ricerca
di petrolio nel Darfur, Pechino contribuisce a perpetrare il
genocidio in corso nel Sudan occidentale. Di fatto, Pechino
non approfitta della sua posizione di potere internazionale
per esercitare la sua influenza politica, economica e
militare sul Sudan chiedendo la pace nel Darfur. Il solo
invio di 315 ingegneri cinesi all'interno della missione
delle truppe di pace dell'ONU UNAMID non è sufficiente per
assolvere la promessa di volersi impegnare per la pace nella
regione, da cui negli ultimi sette mesi sono dovute fuggire
circa 180.000 persone. In considerazione degli avvenimenti
in Sudan e delle responsabilità cinesi nella regione, lo
slogan coniato dalla Cina per i Giochi Olimpici "Un mondo,
un sogno" assume il tono di una vile derisione della
sofferenza del popolo dei Darfuri. Una lettera aperta di 108
parlamentari USA inviata il 9 maggio 2007 al presidente
cinese Hu Jintao metteva in guardia la leadership cinese da
una drastica caduta di immagine per la Repubblica Popolare
Cinese se questa non si fosse maggiormente impegnata per la
pace in Sudan. In seguito le autorità cinesi hanno più volte
pubblicamente dichiarato il loro impegno a favore di una
soluzione del conflitto. A distanza di più di un anno
risulta evidente che la Cina abbia completamente disatteso
le promesse fatte pubblicamente. Da dicembre 2007 Pechino è
riuscita ad ostacolare per tre volte la condanna da parte
del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, così come gli
innumerevoli interventi della Cina nella stessa sede sono
riuscite ripetutamente a bloccare possibili sanzioni contro
il Sudan. Il ruolo protezionistico della Cina nei confronti
del Sudan si spiega principalmente con l'intensa
partecipazione della Cina nell'industria petrolifera
sudanese. Il Sudan è il quarto più importante fornitore di
petrolio della Cina che finora sembra abbia investito oltre
9 miliardi di dollari nell'industria petrolifera sudanese.
In giugno 2008 si è infine saputo che aziende petrolifere
cinesi parteciperanno alle trivellazioni dei nuovi campi
petroliferi Blocco 12A nel Darfur settentrionale. L'area
delle concessioni è grande cinque volte il Belgio. La Cina
si rende corresponsabile del genocidio in Darfur anche
grazie alle massicce forniture di armi al paese africano. Di
fatto la Cina si è trasformata nel maggiore fornitore del
Sudan di armi leggere, ma anche di moderni jet da
combattimento A-5S, degli aerei da esercitazione K-8, dei
carri armati T-96 e T-92, di camion militari e dei nuovi
missili terra-aria FN-6 che sono stati consegnati al Sudan
nel febbraio 2003. All'aeroporto di Nyala (Darfur) gli
osservatori dell'ONU hanno fotografato anche degli aerei da
combattimento Nanchang-A5-Fanta di produzione cinese. La
Cina infatti è stata più volte accusata di infrangere
l'embargo dell'ONU sulle armi per il Darfur.
-
CODE08/13884
(8/8) (fidest)
http://www.aduc.itEstate.
Dissettarsi…. Con l'acqu . Dopo aver fatto per mesi
diete per limitare cellulite e rotondita' sono arrivate le
vacanze e anche il desiderio di rilassarsi e degustare
quella bevanda "pochissimo" alcolica, che disseta e che va
tanto di moda. E' evidente che il modo migliore di togliere
la sete e' quello di bere acqua che, tra l'altro, ha 0
calorie. Sorseggiare un Campari prima di cena significa dare
inizio con 138 calorie, alle quali possiamo aggiungere un
bel bicchiere di vino fresco (il "fresco" non diminuisce le
calorie!) che ne apporta 90, se ci aggiungiamo un quartino
di vino rosso, le calorie aggiunte passano a 190, una
lattina di birra ne porta 112, un po' di meno delle 125 di
una aranciata o di una cola. Che dire delle bevande a base
di frutta e "poco-poco" alcol? Piacevolissime, ma se si ha
sete si entra in un meccanismo perverso che porta ad
assunzioni considerevoli dei drink, visto che l'alcol
disidrata e induce ad ulteriori assunzioni della bibita. A
fine estate e' facil e, quindi, ritrovarsi con qualche
chilo in piu' che, stando ai piu', e' apparso per (dis)grazia
ricevuta.
-
CODE08/13885 (8/8) (fidest)
Greenpeace diffonde in tutto il
mondo il rapporto "Ghana contamination – Pericolo chimico
nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici”.
L’analisi condotta da Greenpeace su suolo e sedimenti
prelevati da due aree di smantellamento di rifiuti
elettronici in Ghana rivela una forte contaminazione
ambientale a causa delle tecniche primitive e pericolose di
riciclo e smaltimento di questirifiuti. Il team scientifico
di Greenpeace ha visitato due aree di smantellamento e
lavorazione illegale, una al mercato di Abogbloshie, nella
capitale Accra, il principale centro di riciclaggio di
rifiuti elettronici in Ghana, e l’altra nella citta’ di
Korforidua. I campioni, prelevati sia da aree dove i rifiuti
vengono bruciati all’aperto che da una laguna superficiale
ad Abogbloshie, contengono metalli tossici come il piombo
anche in quantita’ cento volte superiore ai livelli trovati
in campioni di suolo e sedimenti non contaminati. Nella
maggior parte dei test sono stati trovati gli ftalati,
sostanze conosciute per interferire con il sistema
riproduttivo. Presenti in un solo campione in concentrazioni
molto elevate le diossine clorurate, noti composti
cancerogeni. La natura e l’estensione della contaminazione
chimica dei siti africani e’ simile a quella trovata in
un’altra indagine di Greenpeace condotta in aree di
smantellamento di rifiuti elettronici in Cina e India.
"Molti dei composti trovati sono altamente tossici, alcuni
possono interferire con lo sviluppo del sistema riproduttivo
dei bambini, altri con quello del cervello e alterare il
sistema nervoso” dichiara il Dr. Kevin Brigden di Greenpeace
International: "In Ghana, Cina e India, i lavoratori, molto
spesso bambini, potrebbero essere esposti a livelli
consistenti di questi composti pericolosi.” Container pieni
di vecchi computer spesso rotti, monitor e TV di varie
marche come Philips, Sony, Microsoft, Nokia, Dell, Canon e
Siemens arrivano in Ghana da Germania, Corea, Svizzera,
Olanda e Italia sotto la falsa veste di “beni di seconda
mano”. La maggior parte del contenuto di questi container
finisce nei cantieri africani dove i rifiuti vengono
trattati e bruciati a mani nude dai giovani lavoratori. Un
metodo che non solo inquina l’ambiente ma che espone gli
operai a fumi e ceneri potenzialmente tossiche. Questo
“riciclo”, fatto in modo molto grossolano, ha lo scopo di
estrarre parti metalliche, principalmente alluminio e rame,
che poi vengono rivendute per circa 2 dollari ogni 5 chili.
"Fino a quando le aziende non elimineranno le sostanze
pericolose dai loro prodotti elettronici e non si
assumeranno la responsabilita’di gestire l’intero ciclo di
vita di un articolo di consumo, questo scarico di rifiuti
inquinanti non vedra’ fine,” dichiara VittoriaPolidori
responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace. “Le
aziende dell’elettronica non dovrebbero permettere che i
loro prodotti vadano a inquinare i paesi piu’ poveri del
mondo.”
-
CODE08/13886
(8/8) (fidest) Vu cumpra'? Attenzione agli acquisti
multe fino a 10mila euro! . "Salvo che il fatto costituisca
reato, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
fino a 10.000 euro l'acquisto o l'accettazione, senza averne
prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo
di cose che, per la loro qualita' o per la condizione di chi
le offre o per l'entita' del prezzo, inducano a ritenere che
siano state violate le norme in materia di origine e
provenienza dei prodotti ed in materia di proprieta'
intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si
applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare
o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate,
senza averne prima accertata la legittima provenienza”.
Proprio in questo periodo i litorali sono pieni di "vu
cumpra" che offrono una quantita' di merce impressionante:
dai CD alle borse, dai tappeti agli asciugamani, dai vestiti
agli occhiali, ecc. L'ignaro cittadino non sa che nel
momento in cui acquista un prodotto contraffatto, o che
induce qualcunoa farlo, e' passibile di una multa
pesantissima: fino a 10mila euro! Attenzione quindi agli
acquisti di prodotti contraffatti: la vacanza rovinata e'
dietro l'angolo! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)
-
CODE08/13878 (8/8) (fidest)
Adiconsum «Il Garante della
privacy e l’Autorità per le comunicazioni debbono trovare un
modo per chiudere definitivamente la pratica vessatoria nei
confronti dei consumatori bombardati da richieste
commerciali in spregio a qualsiasi rispetto per la privacy.
Varare poi nuove norme che obblighino le aziende a
certificare il cambio di operatore senza possibilità di
errori». Sono sempre più numerose le segnalazioni di
consumatori che ricevono telefonate per conto di società di
telecomunicazioni che propongono, spesso con la tecnica del
carosello e senza soluzione di continuità, l'adesione a
offerte commerciali, turbando la privacy del consumatore
anche quando questo non ha mai firmato il consenso per
l'inclusione in liste utilizzabili per finalità di
marketing. Le telefonate sono spesso finalizzate a
promuovere il passaggio da un operatore ad un altro, spesso
effettuate in tarda serata con il chiaro scopo di trovare in
casa il destinatario, colpiscono in maggioranza persone sole
e anziane, più indifese nei confronti di queste tecniche di
marketing aggressivo. Inoltre, anche quando il consumatore
abbia rifiutato l’offerta commerciale, questa viene comunque
attivata, con casi limite che hanno portato ala
disattivazione di servizi di teleassistenza medica. A fronte
di questa situazione, l'Adiconsum chiede l’intervento del
Garante della privacy, per fermare e punire l’utilizzo di
banche dati e liste illegittime in base alle leggi
vigenti, pratiche che oltre a ledere i più elementari
diritti dei consumatori, danno luogo a distorsioni della
concorrenza sul mercato dei servizi All'Agcom, Adiconsum
chiede la modifica dell'attuale normativa per il cambio di
operatore in favore di una operatività che dia la certezza
della volontà del cambio di operatore, attraverso la
richiesta, da parte dell’operatore cedente, di un consenso
scritto e firmato che tolga ogni ragionevole dubbio sulle
reali volontà del consumatore.
-
CODE08/13879 (8/8) (fidest) Il TAR della Toscana ha
accolto il ricorso di Greenpeace e quello del Comitato di
Pisa e Livorno insieme a Medicina Democratica e Forum
Ambientalista contro il Rigassificatore offshore di
Livorno-Pisa. Di conseguenza, l'autorizzazione a suo tempo
concessa alla prima area marina industriale in un'area
marina protetta è stata annullata! Il ricorso era stato
presentato a ottobre 2007 quando Greenpeace prima aveva
sollevato dubbi sulla legittimità dell'operazione e in
seguito aveva scoperto le prove di un clamoroso falso in
atto pubblico: il Decreto di Valutazione di Impatto
Ambientale (VIA) che autorizzava l'impianto mentiva
nell'affermare che il Comitato di Pilotaggio del Santuario
dei Cetacei aveva espresso un parere positivo sulla
compatibilità tra rigassificatore e Santuario."Non
conosciamo ancora le motivazioni del TAR ma ne siamo sicuri:
quel rigassificatore era e resta illegale" dichiara
Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di
Greenpeace. "Il mare non può essere dichiarato zona
industriale, tanto più un’area dichiarata protetta come il
Santuario dei Cetacei e i rigassificatori sono, per la
Direttiva Seveso, siti industriali pericolosi! Sappiamo di
altri progetti di rigassificatore offshore in Italia: ci
opporremo a ogni ipotesi di industrializzazione del
mare"Greenpeace ha portato questa vicenda all'attenzione del
Segretariato del Santuario dei Cetacei (mai avvertito dalle
Autorità italiane), del Parlamento Europeo e della
Convenzione contro l'inquinamento marino (MARPOL) per
impedire che altri simili, folli, progetti vengano
realizzati.
-
CODE08/13880 (8/8) (fidest)
Nasce lo sportello TIA ON LINE
grazie al progetto promosso dall'Osservatorio sui Rifiuti
della Camera di Commercio. Il nuovo sistema sperimenta
percorsi innovativi nel rapporto fra utenti e aziende di
servizio attraverso l'utilizzo della firma digitale e delle
tecnologie rese disponibili da Internet. Lo sportello on
line, sempre disponibile, consentirà di compilare e
inviare telematicamente, tutta la modulistica senza doversi
recare presso gli uffici del gestore del servizio. Tutte le
pratiche necessarie per l'applicazione della Tariffa Igiene
Ambientale saranno gestite autonomamente dagli utilizzatori
del servizio . Anche le Associazioni di Categoria potranno
inviare per via telematica le pratiche per i loro
associati, sul modello di quanto già avviene per il
Registro delle Imprese. “Un altro passo avanti verso lo
snellimento e la semplificazione delle procedure - spiega
Maria Capezzuoli, Presidente dell’Osservatorio – che è stato
possibile compiere grazie ad un proficuo rapporto di
collaborazione tra la Camera di Commercio, Quadrifoglio spa,
SAFI spa, e AER spa e le Associazioni di categoria che
compongono l’Osservatorio camerale, che porterà degli
indubbi vantaggi alle imprese le quali attraverso la smart
card, già in loro possesso, potranno usufruire di un
ulteriore servizio. L’auspicio è di poter estendere in tempi
brevi il sistema anche all’utenza domestica.” Gli
obiettivi del progetto, realizzato in collaborazione con
Infocert spa (società del sistema camerale per la
progettazione e realizzazione di programmi informatici) sono
i seguenti: agevolare la comunicazione verso l’azienda
utilizzando strumenti che prevedano la digitalizzazione
delle informazioni attivare pagine web nelle quali l’utente
è guidato nella compilazione della domanda; poi, grazie alla
firma digitale, inoltro all’azienda di un documento valido
analizzare in dettaglio e predisporre un progetto
informatico che preveda di potenziare il sito web dei
gestori dell’area fiorentina per avere il modulo giusto per
la pratica giusta (esempio: se un utente deve chiudere una
utenza avrà il modulo previsto con i campi richiesti diversi
da quelli necessari per un altro tipo di denuncia) formare
gli utilizzatori finali, individuando nella attività
produttive e nelle associazioni di categoria i soggetti da
coinvolgere nella fase di start up del progetto.
-
CODE08/13881 (8/8) (fidest) Crema solare a
"protezione totale" o a "schermo totale". Sono espressioni
che non hanno alcun significato, per il semplice fatto che
se fosse vero non ci si dovrebbe abbronzare minimamente,
mentre un "velo" di abbronzatura c'e' sempre. In sede
europea il Colipa (European Cosmetic Toiletry and Perfumery
Association) ha eliminato questa dizione, perche'
ingannevole. Una raccomandazione della Commissione europea
ha ridefinito i valori di protezione delle creme solari. La
protezione bassa e' indicata con i numeri 6 e 10, la media
con 15, 20 e 25, quella alta con 30 e 50 e, infine, quella
molto alta con 50+. Occorre ricordare che la crema puo'
essere eliminata in tutto o in parte dai bagni o dal sudore
e che va nuovamente applicata a meno che non sia "resistente
all'acqua". Le creme sono formate da una emulsione di acqua
e grassi, quindi soggette a deteriorarsi con il calore; e'
opportuno non lasciare il contenitore esposto al sole sulla
spiaggia: la protezione solare potrebbe diminuire
rapidamente. La durata della crema e' indicata sul
contenitore con una raffigurazione di un barattolo aperto e
con un numero, che sta ad indicare il tempo di vita della
crema stessa dopo l'apertura del tubetto. Un avvertimento:
attenzione ai padiglioni auricolari, in genere ci si
dimentica di proteggerli con le creme, cosi' la sera ci si
ritrova con gli "orecchioni" rossi. Da ricordare che il sole
e' il maggior responsabile dell'invecchiamento della pelle,
da evitare, quindi, l'esposizione nelle ore centrali della
giornata (11-15). (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)
-
CODE08/13869 (8/8) (fidest) I recenti raid e gli
arresti di massa, così come la chiusura di centri di
assistenza, ONG e associazioni della società civile attuati
dalle forze di sicurezza di Hamas nella Striscia di Gaza in
seguito all'esplosione di venerdì scorso vicino al Al-Hilal
Café – sei persone uccise, inclusa una bambina di 4 anni, e
altre 27 ferite- rappresentano delle azioni arbitrarie volte
a colpire il presente e il futuro della Palestina, insieme
al suo diritto e alla sua volontà di essere uno Stato
democratico e multiculturale, dove la diversità sia una
ricchezza per il Paese. Finora, i responsabili
dell'esplosione rimangono ignoti e, come richiesto da alcune
organizzazioni palestinesi per i diritti umani, solo
un'indagine esaustiva ed indipendente è necessaria per
arrestarli, rispettando i procedimenti legali e i dovuti
processi. Chiunque abbia commesso questo attacco è un
criminale su cui ricade la responsabilità di aver ucciso
persone innocenti, compresa una bambina incolpevole, e di
creare caos e divisione tra i Palestinesi, in particolare in
un momento in cui l'unità del popolo e del territorio
palestinese è indispensabile per far fronte all'attuale e
crescente colonizzazione israeliana del Territorio
Palestinese. La chiusura illegale degli orfanotrofi, delle
scuole, dei negozi che si presume appartengano ad Hamas
nella Cisgiordania e gli arresti perpetrati da Israele sono
non solo illegali ma, tentando di dividere ulteriormente il
popolo palestinese, rappresentano anche un grave attacco
all'Autorità Palestinese, e così giustamente il Primo
Ministro Salam Fayyad di recente si è recato a Nablus per
sfidare le forze di occupazione israeliane. Tuttavia, la
risposta del governo de facto di Hamas è illegittima e non
democratica: centinaia e centinaia di persone sono state
arrestate da venerdì, più di 40 club sportivi,
organizzazioni di volontariato, centri culturali, agenzie
per lo sviluppo sociale, istituzioni e uffici di Fatah
nell'intera Striscia di Gaza sono stati attaccati e la gran
parte di questi obbligati a chiudere; le loro attrezzature,
file, computer sono stati confiscati e molti attivisti e
impiegati di organizzazioni non governative locali e private
sono stati arrestati. La società civile ha il diritto di
creare associazioni e di esercitare il proprio diritto alla
libertà e alla sicurezza, secondo la legge: ogni ostacolo e
impedimento a tale diritto rappresenta una flagrante
violazione dei principi democratici fondamentali. Il
governo de facto di Hamas deve immediatamente cessare
queste azioni e riaprire queste organizzazioni
affinché continuino il loro lavoro essenziale di fornire
assistenza e spazi di libertà. Tutte le forze sono
necessarie per porre fine all'assedio di Gaza, per la
liberazione dei prigionieri e per la fine dell'occupazione
militare. Spero veramente che l'Autorità Palestinese sarà
saggia abbastanza da non seguire la stessa strada in
Cisgiordania, poiché questo condurrebbe ad un circolo molto
vizioso: tutte le parti politicamente coinvolte dovrebbero
con urgenza riprendere il dialogo nazionale e l'unità,
indispensabili, astenendosi dal tirare dentro all'attuale
conflitto la società civile.Abusi e maltrattamenti, se non
la tortura, nei confronti dei detenuti palestinesi,
arrestati sia dall'Autorità Palestinese che da Hamas, sono
un altro colpo per la Palestina, come denunciano le
organizzazioni palestinesi per i Diritti Umani, e devono
immediatamente finire. Il prezzo della divisione e della
repressione sarà ancora una volta pagato dalla popolazione
palestinese e dalla loro causa nazionale.
-
CODE08/13870 (8/8) (fidest) Con i recenti aumenti del
prezzo della benzina e del gasolio l’uso dell’auto diventa
sempre più un lusso.Solo per restare all’ultimo anno, il
gasolio è aumentato del 30% e la benzina del 15%.L’auto
resta comunque per molti un mezzo indispensabile per andare
a lavorare. Tutti ci poniamo l’interrogativo di come
risparmiare e certamente una prima risposta è sostituire il
mezzo privato con quello pubblico (ma ciò non sempre è
possibile); una seconda risposta è quella di rivolgersi a
veicoli più piccoli e risparmiasi (soluzione questa molto
costosa); una terza risposta è quella di prendere in
considerazione l’installazione di un impianto a GPL.Il
risparmio è consistente. Infatti con 10 euro:· con un
veicolo a benzina si percorrono mediamente circa 100 k ·con
un veicolo a gasolio circa 120 km · con un veicolo a GPL
circa 190 km. Pensare, quindi, di investire per passare al
GPL può essere una scelta concreta. Ciò comporta una spesa
per l’installazione dell’impianto mediamente di circa
1500-1800 euro, da cui vanno detratti circa 350euro di
incentivi statali.Va sottolineato, inoltre, che il GPL è un
carburante ecologico ed è per questo che viene incentivato
con un contributo da parte dello Stato. Esso consente di
poter circolare nei giorni di blocco del traffico anche con
auto che non sono euro 4.Nella Guida presentata da Adiconsum,
realizzata in collaborazione con Assogasliquidi e Consorzio
Ecogas, vengono affrontati tutti gli interrogativi che si
pone il consumatore prima di fare questa scelta incluso
l’aspetto della garanzia che resta a carico del costruttore
per quanto riguarda il veicolo, mentre le anomalie o i danni
derivanti dalla trasformazione a GPL o metano sono a carico
dell’officina di installazione e del costruttore dell’impianto.Risolto
anche il problema dei parcheggi sotterranei con le nuove
nome di sicurezza a cui devono rispondere gli impianti di
GPL. Il GPL può rappresentare, quindi, una valida
alternativa per molti consumatori alle prese con il caro
carburante.Adiconsum raccomanda i consumatori di rivolgersi
ad installatori qualificati e di verificare eventuali
controindicazioni all’installazione dell’impianto GPL sul
proprio veicolo.Adiconsum resta impegnata a fare ampliare la
rete di distribuzione, pari al 10% del totale (circa 2.300
distributori), e vigilerà affinché l’eventuale aumento della
domanda di GPL non comporti aumenti speculativi del prezzo
(oggi è di circa 0,69 euro/litro), come purtroppo avvenuto
per auto diesel. A questo fine Adiconsum ha allertato
l’attenzione di Mr. Prezzi e del’Autorità per l’energia che
recentemente è stata investita della vigilanza del prezzo
dei carburanti. La guida è disponibile sul sito
www.adiconsum.it <http://www.adiconsum.it>
e da settembre anche presso tutte le sedi Adiconsum.
-
CODE08/13871
(8/8) (fidest) In December 2008, on the occasion of the 60th
anniversary of the Universal Declaration of Human Rights,
Internews and the Every Human Has Rights campaign, supported
by The Elders, will celebrate a year of collaboration with
leading human rights organisations through the Every Human
Has Rights Media Awards. “The Elders”
is a group of world leaders convened by Nelson Mandela to
use their wisdom, independent leadership and experience to
tackle some of the world’s toughest problems. Founding
Elders are Desmond Tutu, Kofi Annan, Mary Robinson, Lakhdar
Brahimi, Graca Machel, Muhammad Yunus, Fernando Cardoso, Gro
Brundtland, Ela Bhatt and Jimmy Carter. Recognising
outstanding contributions by the Media: 30 journalists from
around the world will be selected by a professional
international jury and awarded an all expenses paid trip to
Paris in December 2008, where they will meet Human Rights
leaders and receive a prize for their contribution to
illustrating the Universal Declaration of Human Rights.
(from
www.civicus.org)
-
CODE08/13872 (8/8) (fidest) “Le nostre assicurazioni
sono più serie e affidabili dei politici italiani”. Lo
dichiara Sergio Rovasio, segretario dell’associazione
radicale Certi Diritti, dopo che le Assicurazioni Generali,
secondo quanto riportava ieri il quotidiano Il Gazzettino,
hanno risarcito un cittadino omosessuale italiano, rimasto
“vedovo” del suo compagno ottantenne francese. “Viviamo in
un Paese” continua Rovasio “in cui la tutela giuridica delle
formazioni sociali diverse da un’unione eterosessuale è
considerata inesistente dalla politica, ma è ormai voluta
dall'intera società civile. Tuttavia, decine di migliaia di
coppie lesbiche e gay ne stanno facendo le spese senza che i
nostri politici muovano un dito per assicurare loro diritti
considerati basilari in gran parte dei paesi dell’Unione
Europea”. Certi Diritti continuerà con ancora più forza
nella sua azione di affermazione civile, che si propone di
portare nelle aule dei tribunali italiani i rifiuti alle
pubblicazioni di matrimonio da parte degli ufficiali di
Stato civile dei vari Comuni alle coppie omosessuali che
chiederanno di essere sposate. “Non si tratta” puntualizza
il segretario dell’associazione radicale “né di
disobbedienza civile, né di un’azione avventata mirata a
fare clamore, bensì di una battaglia per la civiltà dove,
proprio perché i politici non sono in grado di rispondere ai
nostri bisogni e alle nostre istanze, garantendo
l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge –
come vuole la Costituzione –, i cittadini omosessuali sono
chiamati in causa per rivendicare i loro diritti
fondamentali come individui”. Una quindicina di coppie
lesbiche e gay italiane, intanto, sta depositando i ricorsi
al diniego delle pubblicazioni ai rispettivi tribunali
ordinari, con l’obiettivo di vedersi riconosciuto da un
giudice il diritto a contrarre matrimonio secondo i principi
di uguaglianza e di non discriminazione, garantiti dalla
legge.
www.certidiritti.it
-
CODE08/13873 (8/8) (fidest) Adozioni single: bene
Mussolini, fine delle discriminazioni e piena applicazione
della convenzione di Strasburgo Intervento della Senatrice
Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico
Leggiamo del sostegno alla possibilità che anche ai single
sia consentito l'accesso alle adozioni e ci congratuliamo
con Alessandra Mussolini, presidente della Commissione
Bicamerale per l'Infanzia, alla quale preannunciamo pieno e
forte appoggio. Ricordiamo che l'Italia ha gia recepito
convenzioni internazionali, tra cui quella di Strasburgo del
1967, che prevedevano la possibilità per una persona singola
di adottare. Purtroppo, le nostre leggi nell'adeguarsi alla
convenzione, ratificata e resa esecutiva, l'hanno
letteralmente aggirata con uno stratagemma: e' infatti
consentita l'adozione ai single solo in casi particolari,
quelli di bambini disabili o comunque difficili, per cui è
possibile un percorso diverso, perfino revocabile. In
pratica una diabolica adozione di serie B. Costituisce un
atto di civilta' abolire tale tipo di adozione e, se si
ritiene che i single possano dare il loro contributo,
adottando anche i casi difficili, consentire ad essi di
farlo in modo chiaro e pieno, con un'adozione non diversa da
quella applicabile alle coppie "normali" ed ai bambini
"normali". Sempre nello spirito di ampliare la platea degli
adottandi occorre prevedere la soppressione di qualsiasi
limite di eta' massima e minima per gli adottandi,
sopprimendo quegli ostacoli all'adozione segnalati anche
dalla stessa Corte Costituzionale che si è più volte
pronunciata sull'articolo 6 della legge n. 184 del 1983,
segnalando quanto i bisogni dei minori e la necessità di
dare a questi una famiglia sia prioritario rispetto a
regole, quali la differenza di età, che talvolta possono
essere derogate se dalla mancata adozione derivi un danno
grave per il minore. Se il Tribunale deve vagliare i
requisiti di coloro che si propongono come adottandi, e deve
anche scegliere coloro che appaiono maggiormente in grado di
corrispondere alle esigenze del minore, non sembra opportuno
porre ostacoli pregiudiziali, ne' di eta' n'e di stato
civile. L'affetto e l'amore che un genitore vuole e può dare
ad un figlio non puo' essere pregiudizialmente limitato in
astratto da queste barriere preventive. La Commissione
Bicamerale per l'Infanzia potrà fare quell'azione di
informazione e sensibilizzazione affinche' le commissioni
giustizia di Camera e Senato calendarizzino da subito le
proposte di iniziativa parlamentare. Per quanto ci riguarda,
essendo una nostra priorità, abbiamo, fin dal primo giorno
della legislatura, già depositato il ddl 135 Modifiche e
aggiornamenti alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in tema di
adozioni. che va in questa direzione.
-
CODE08/13874 (8/8) (fidest) A Bra la rete è Wifi
Tutte le piazze del centro cittadino coperte, così come
alcune delle principali vie. Bra ha concluso il primo passo
della copertura delle aree all'aperto del suo centro storico
con la rete Wi-Fi, che permette connessioni internet senza
fili utilizzando tecnologia con rete “a maglie”. Notevole
l'interesse da parte della cittadinanza, con oltre trecento
utenti registrati ed attivi. L'iniziativa, promossa dall'Ascom
Bra e dal centro commerciale naturale “La Zizzola” in
collaborazione con l'Amministrazione comunale, permette una
connessione gratuita ventiquattro ore su ventiquattro al
giorno nell'utilizzo dei servizi di navigazione web, posta
elettronica e telefonia via internet, con la sola esclusione
dei servizi di file sharing ad una velocità di 4 Mbs. Dal
primo hot spot installato in piazza Giolitti nel mese di
maggio 2008, sono andate via via ad aggiungersi le coperture
di piazza Spreitenbach, piazza XX Settembre, piazza Caduti
per la Libertà, piazza Carlo Alberto e piazza Roma, oltre a
corso Garibaldi, corso Cottolengo e tratti di via Cavour,
via Principi di Piemonte e via Vittorio Emanuele, facendo
della città della Zizzola una delle realtà più capillarmente
coperte dal segnale Wifi in ambito nazionale. La connessione
di tipo “mesh” è realizzata su rete ElsyNet, provider di
servizi di connettività senza fili braidese e partner
tecnico dell'operazione. Per ottenere gratuitamente le
credenziali d'accesso al servizio è necessario recarsi
all'Ufficio per le relazioni con il pubblico del Comune di
Bra, in Palazzo municipale al primo piano in piazza Caduti
per la Libertà, oppure all'Ufficio Marketing di Ascom Bra,
l'associazione dei commercianti braidesi, nella sede di
piazza Giolitti. Documenti necessari per l'iscrizione sono
la fotocopia di un valido documento d'identità e del codice
fiscale, con nome utente e paswword che verranno comunicate
via Sms. Gli utenti più esperti possono registrarsi
direttamente sul portale web ElsyNet ma solo raggiungendo la
rete attraverso la connessione Wifi. Le credenziali
d'accesso possono essere richieste da chiunque purché
maggiorenne. (rg)
-
CODE08/13875 (8/8) (fidest) Importante ordinanza
prefettizia in tema di autovelox: il Prefetto di Lecce
accoglie il ricorso di un automobilista “beccato” a 7 km/h
in più rispetto al limite di 90. Il superamento irrisorio
del limite imposto, se rilevato con il solo ausilio degli
strumenti elettronici non integra una condotta colposa del
conducente. Per il componente del Dipartimento Tematico
Nazionale di IDV, Giovanni D’AGATA, si tratta di un primo
passo della P.A. contro quei Comuni che “fanno cassa” con
gli autovelox. E’ stato accolto il ricorso
predisposto dallo “Sportello dei Diritti” della Provincia di
Lecce per un automobilista leccese, al quale era stata
contestata un’infrazione al Cds per presunto eccesso di
velocità, rilevata dalla P.M. del Comune di Scorrano con
apparecchiatura autovelox. Ma la novità è rappresentata da
una presa d’atto della Prefettura di Lecce, che rilevato il
superamento di soli 7 Km/h del limite imposto e pari a 90
km/h, ha deciso di annullare il ricorso. L’ordinanza di
archiviazione del verbale, destinata a fare scuola, prende
spunto da alcune considerazioni logico-giuridiche
inoppugnabili e che si erano affermate nelle aule dei
Giudice di Pace, ed in particolare dalla carenza di colpa
nella condotta dell’automobilista sorpreso a superare il
limite di una frazione irrisoria. Secondo la Prefettura,
infatti, poiché si tratta di accertamento effettuato solo
con l’ausilio di un’apparecchiatura elettronica, e
considerato il superamento del limite, poco al di sopra di
quello imposto, l’automobilista non è in grado, anche usando
la normale diligenza richiesta per la condotta di guida, di
verificare l’esatto rispetto del limite, perché condizionato
inevitabilmente ad alcuni parametri empirici esterni, - a
titolo esemplificativo l’esatta caratura del tachigrafo, il
pedale dell’acceleratore ecc., - che impediscono la verifica
simultanea e certa della velocità effettiva, senza che tutto
ciò comporti un aumento dei pericoli per la sicurezza
stradale e tenuto conto della presumibile volontà del
conducente di attenersi alle prescrizioni del codice della
strada in tema di velocità. Giova precisare, quindi, che si
tratta del primo caso noto in materia, anche perché tale
decisione avviene al di fuori delle aule del Giudice di Pace
e della copiosa giurisprudenza in materia di autovelox.
Secondo il componente del Dipartimento Tematico Nazionale
di IDV, Giovanni D’AGATA, “si tratta di un primo passo
degli organi sovraordinati gerarchicamente, nei confronti di
quei Comuni che utilizzano le rilevazioni elettroniche per
“far cassa”, per il riavvicinamento della P.A. alle esigenze
dei cittadini ed alle logiche giuridiche, con la speranza
che le altre Prefetture seguano l’esempio per i casi
analoghi”.
-
CODE08/13876 (8/8) (fidest) Il Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, ha promulgato la legge 24
luglio 2008, n. 125 (in GU, Serie generale, n. 173, del 25
luglio), che converte il decreto-legge 23 maggio 2008, n.
92, recante "Misure urgenti in materia di sicurezza
pubblica". Tra le principali novità: I magistrati possono
rinviare fino ad un massimo di 18 mesi i processi per reati
commessi fino al 2 maggio 2006, per i quali ricorrono le
condizioni per l'indulto; devono, invece, essere celebrati
subito i processi che prevedono il rito per direttissima o
immediato, o imputati detenuti; che riguardano i reati più
gravi (p.e., mafia e terrorismo), gli incidenti sul lavoro,
la circolazione stradale, l'immigrazione clandestina. Se chi
delinque è un clandestino (extracomunitario o cittadino
europeo entrato irregolarmente) le pene sono aumentate di un
terzo. Per chi commette atti osceni, violenza sessuale,
furto e spaccio, e per i delitti aggravati dalla
clandestinità, non è prevista la sospensione della pena.
Ampliati i casi di espulsione per gli stranieri condannati,
mentre i "comunitari" potranno essere allontanati se senza
reddito o trovati a delinquere. I Centri di Permanenza
Temporanea (CPT) e i Centri di Permanenza Temporanea e
Assistenza (CPTA) diventano Centri di Identificazione ed
Espulsione (CIE). Chi dichiara falsa identità sconterà pene
più severe (da 1 a 6 anni di reclusione). Per chi affitta la
casa o altro immobile ad uno straniero senza permesso di
soggiorno è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Altre
norme riguardano, fra l'altro: la guida in stato d'ebbrezza
o sotto l'effetto di stupefacenti, l'uso dell'esercito nelle
grandi città. Sono altresì previste maggiori pene per le
associazioni mafiose (anche straniere), e misure contro la
contraffazione della merce. Incluso nella legge 24 luglio
2008 è anche il così detto "Lodo Alfano".
-
CODE08/13877 (8/8) (fidest) Con 171 voti a favore,
128 contrari e 6 astenuti l'Assemblea del Senato ha
approvato il 22 luglio in via definitiva il disegno di legge
recante: "Disposizioni in materia di sospensione del
processo penale nei confronti delle alte cariche dello
Stato" (cosiddetto "Lodo Alfano": ddl 903). È così
convertito in Legge ordinaria il DdL, d'iniziativa del
Ministro della giustizia, Angelino Alfano, già approvato dal
Consiglio dei Ministri nella seduta del 27 giugno 2008,
presentato alla Camera dei deputati il 2 luglio 2008, e
approvato dall'Aula il 10 luglio 2008. Il provvedimento
dispone che: salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96
della Costituzione, i processi penali nei confronti del
Presidente della Repubblica, del Presidente del Senato, del
Presidente della Camera e del Presidente del Consiglio sono
sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione
della carica o della funzione. La sospensione si applica
anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione
della carica o della funzione. L'imputato può rinunciare in
ogni momento alla sospensione. La sospensione non impedisce
al giudice di assumere le prove non rinviabili. La
sospensione opera per l'intera durata della carica o della
funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina
nel corso della stessa legislatura, né si applica in caso di
successiva investitura in altra delle cariche o delle
funzioni.
|
|
|