FIDEST

Agenzia giornalistica

N°208 anno 20°

8 agosto  2008

Centri Fidest**

          Ultimo aggiornamento:  8/8/2008

Attenzione: è attivo il blog Fidest  su  http://fidest.blog.tiscali.it/

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ATTENZIONE

dai "Centri Fidest"

l'informazione riguarda:

  • scienze

  • biologia

  • medicina

  • tecnologie

  • esoterismo

  • diritti cittadini

 

I  link che segnaliamo:

www.viaggidoc.it  

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LE PROPOSTE

 turistiche

(nella seconda pagina di arte/spettacolo)

Viaggi che passione. Le proposte turistiche

 

 
  • CODE08/13882 (8/8) (fidest) Tempo di vacanze e di viaggi, e anche di burocrazia, almeno per coloro che intendono andare oltre frontiera. Qualche consiglio e' sempre utile per evitare spiacevoli conseguenze. Iniziamo dai documenti. Il passaporto per i Paesi Ue non e' necessario perche' sono una unica area di libero scambio per persone e merci, occorre pero' avere un documento (es. carta di identita') per eventuali controlli; la marca annuale va quindi pagata solo se si espatria nei Paesi extra Ue, per i quali puo' essere necessario il visto e un periodo di validita' del passaporto stesso di 6 mesi dalla data di ingresso. Per macchine fotografiche, video e computer e' opportuno portare il certificato di garanzia o la ricevuta di acquisto, in questo modo si puo' dimostrare, al ritorno, di aver acquistato gli articoli in Italia. Al rientro si possono portare beni il cui valore non superi 175 euro, le eccedenze bisogna dichiararle e pagare la dogana. Alcool e tabacchi hanno alcune limitazioni, che in genere sono riportate in tabelle affisse negli aeroporti. L'importazione e l'esportazione di valuta e' libera per importi complessivi inferiori a 10.000 euro, oltre questo importo e' necessario compilare un apposito formulario da depositare presso gli uffici doganali al momento dell'entrata o dell'uscita dal territorio doganale. Per gli animali introdotti in Italia ricordiamo che per quelli di compagnia, es. cani e gatti, e' necessario un certificato sanitario; per gli animali 'da vacanza' (pappagalli, tartarughe, ecc,) importati, occorre il certificato sanitario oltre a quello di esportazione del Paese di provenienza. Per l'importazione di prodotti provenienti da specie protette (es. avorio, corallo, pellicce, ecc.) occorre una autorizzazione all'esportazione del Paese di provenienza.

  • CODE08/13883 (8/8) (fidest) Le promesse disattese della Cina in Sudan La Cina non mostra nessun impegno per la pace in Darfur L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha accusato il governo cinese di non impegnarsi, come invece aveva promesso, per la pace nel Darfur. Grazie alle nuove forniture di armi al Sudan e le trivellazioni per la ricerca di petrolio nel Darfur, Pechino contribuisce a perpetrare il genocidio in corso nel Sudan occidentale. Di fatto, Pechino non approfitta della sua posizione di potere internazionale per esercitare la sua influenza politica, economica e militare sul Sudan chiedendo la pace nel Darfur. Il solo invio di 315 ingegneri cinesi all'interno della missione delle truppe di pace dell'ONU UNAMID non è sufficiente per assolvere la promessa di volersi impegnare per la pace nella regione, da cui negli ultimi sette mesi sono dovute fuggire circa 180.000 persone. In considerazione degli avvenimenti in Sudan e delle responsabilità cinesi nella regione, lo slogan coniato dalla Cina per i Giochi Olimpici "Un mondo, un sogno" assume il tono di una vile derisione della sofferenza del popolo dei Darfuri. Una lettera aperta di 108 parlamentari USA inviata il 9 maggio 2007 al presidente cinese Hu Jintao metteva in guardia la leadership cinese da una drastica caduta di immagine per la Repubblica Popolare Cinese se questa non si fosse maggiormente impegnata per la pace in Sudan. In seguito le autorità cinesi hanno più volte pubblicamente dichiarato il loro impegno a favore di una soluzione del conflitto. A distanza di più di un anno risulta evidente che la Cina abbia completamente disatteso le promesse fatte pubblicamente. Da dicembre 2007 Pechino è riuscita ad ostacolare per tre volte la condanna da parte del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, così come gli innumerevoli interventi della Cina nella stessa sede sono riuscite ripetutamente a bloccare possibili sanzioni contro il Sudan. Il ruolo protezionistico della Cina nei confronti del Sudan si spiega principalmente con l'intensa partecipazione della Cina nell'industria petrolifera sudanese. Il Sudan è il quarto più importante fornitore di petrolio della Cina che finora sembra abbia investito oltre 9 miliardi di dollari nell'industria petrolifera sudanese. In giugno 2008 si è infine saputo che aziende petrolifere cinesi parteciperanno alle trivellazioni dei nuovi campi petroliferi Blocco 12A nel Darfur settentrionale. L'area delle concessioni è grande cinque volte il Belgio. La Cina si rende corresponsabile del genocidio in Darfur anche grazie alle massicce forniture di armi al paese africano. Di fatto la Cina si è trasformata nel maggiore fornitore del Sudan di armi leggere, ma anche di moderni jet da combattimento A-5S, degli aerei da esercitazione K-8, dei carri armati T-96 e T-92, di camion militari e dei nuovi missili terra-aria FN-6 che sono stati consegnati al Sudan nel febbraio 2003. All'aeroporto di Nyala (Darfur) gli osservatori dell'ONU hanno fotografato anche degli aerei da combattimento Nanchang-A5-Fanta di produzione cinese. La Cina infatti è stata più volte accusata di infrangere l'embargo dell'ONU sulle armi per il Darfur.

  • CODE08/13884 (8/8) (fidest) http://www.aduc.itEstate. Dissettarsi…. Con l'acqu . Dopo aver fatto per mesi diete per limitare cellulite e rotondita' sono arrivate le vacanze e anche il desiderio di rilassarsi e degustare quella bevanda "pochissimo" alcolica, che disseta e che va tanto di moda. E' evidente che il modo migliore  di togliere la sete e' quello di bere acqua che, tra l'altro, ha 0 calorie. Sorseggiare un Campari prima di cena significa dare inizio con 138 calorie, alle quali possiamo aggiungere un bel bicchiere di vino fresco (il "fresco" non diminuisce le calorie!) che ne apporta 90, se ci aggiungiamo un quartino di vino rosso, le calorie aggiunte passano a 190, una lattina di birra ne porta 112, un po' di meno delle 125 di una aranciata o di una cola. Che dire delle bevande a base di frutta e "poco-poco" alcol? Piacevolissime, ma se si ha sete si entra in un meccanismo perverso che porta ad assunzioni considerevoli dei drink, visto che l'alcol disidrata e induce ad ulteriori assunzioni della bibita. A fine estate e' facil  e, quindi, ritrovarsi con qualche chilo in piu' che, stando ai piu', e' apparso per (dis)grazia ricevuta.

  • CODE08/13885 (8/8) (fidest) Greenpeace diffonde in tutto il mondo il rapporto "Ghana contamination – Pericolo chimico nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici”. L’analisi condotta da Greenpeace su suolo e sedimenti prelevati da due aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Ghana rivela una forte contaminazione ambientale a causa delle tecniche primitive e pericolose di riciclo e smaltimento di questirifiuti. Il team scientifico di Greenpeace ha visitato due aree di smantellamento e lavorazione illegale, una al mercato di Abogbloshie, nella capitale Accra, il principale centro di riciclaggio di rifiuti elettronici in Ghana, e l’altra nella citta’ di Korforidua. I campioni, prelevati sia da aree dove i rifiuti vengono bruciati all’aperto che da una laguna superficiale ad Abogbloshie, contengono metalli tossici come il piombo anche in quantita’ cento volte superiore ai livelli trovati in campioni di suolo e sedimenti non contaminati. Nella maggior parte dei test sono stati trovati gli ftalati, sostanze conosciute per interferire con il sistema riproduttivo. Presenti in un solo campione in concentrazioni molto elevate le diossine clorurate, noti composti cancerogeni. La natura e l’estensione della contaminazione chimica dei siti africani e’ simile a quella trovata in un’altra indagine di Greenpeace condotta in aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Cina e India. "Molti dei composti trovati sono altamente tossici, alcuni possono interferire con lo sviluppo del sistema riproduttivo dei bambini, altri con quello del cervello e alterare il sistema nervoso” dichiara il Dr. Kevin Brigden di Greenpeace International: "In Ghana, Cina e India, i lavoratori, molto spesso bambini, potrebbero essere esposti a livelli consistenti di questi composti pericolosi.” Container pieni di vecchi computer spesso rotti, monitor e TV di varie marche come Philips, Sony, Microsoft, Nokia, Dell, Canon e Siemens arrivano in Ghana da Germania, Corea, Svizzera, Olanda e Italia sotto la falsa veste di “beni di seconda mano”. La maggior parte del contenuto di questi container finisce nei cantieri africani dove i rifiuti vengono trattati e bruciati a mani nude dai giovani lavoratori. Un metodo che non solo inquina l’ambiente ma che espone gli operai a fumi e ceneri potenzialmente tossiche. Questo “riciclo”, fatto in modo molto grossolano, ha lo scopo di estrarre parti metalliche, principalmente alluminio e rame, che poi vengono rivendute per circa 2 dollari ogni 5 chili. "Fino a quando le aziende non elimineranno le sostanze pericolose dai loro prodotti elettronici e non si assumeranno la responsabilita’di gestire l’intero ciclo di vita di un articolo di consumo, questo scarico di rifiuti inquinanti non vedra’ fine,” dichiara VittoriaPolidori responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace. “Le aziende dell’elettronica non dovrebbero permettere che i loro prodotti vadano a inquinare i paesi piu’ poveri del mondo.”

  • CODE08/13886 (8/8) (fidest) Vu cumpra'? Attenzione agli acquisti multe fino a 10mila euro! . "Salvo che il fatto costituisca reato, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l'acquisto o l'accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualita' o per la condizione di chi le offre o per l'entita' del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprieta' intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza”. Proprio in questo periodo i litorali sono pieni di "vu cumpra" che offrono una quantita' di merce impressionante: dai CD alle borse, dai tappeti agli asciugamani, dai vestiti agli occhiali, ecc.  L'ignaro cittadino non sa che nel momento in cui acquista un prodotto contraffatto, o che induce qualcunoa farlo, e' passibile di una multa pesantissima: fino a 10mila euro! Attenzione quindi agli acquisti di prodotti contraffatti: la vacanza rovinata e' dietro l'angolo! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

  • CODE08/13878 (8/8) (fidest) Adiconsum «Il Garante della privacy e l’Autorità per le comunicazioni debbono trovare un modo per chiudere definitivamente la pratica vessatoria nei confronti dei consumatori bombardati da richieste commerciali in spregio a qualsiasi rispetto per la privacy. Varare poi nuove norme che obblighino le aziende a certificare il cambio di operatore senza possibilità di errori». Sono sempre più numerose le segnalazioni di consumatori che ricevono telefonate per conto di società di telecomunicazioni che propongono, spesso con la tecnica del carosello e senza soluzione di continuità, l'adesione a offerte commerciali, turbando la privacy del consumatore anche quando questo non ha mai firmato il consenso per l'inclusione in liste utilizzabili per finalità di marketing. Le telefonate sono spesso finalizzate a promuovere il passaggio da un operatore ad un altro, spesso effettuate in tarda serata con il chiaro scopo di trovare in casa il destinatario, colpiscono in maggioranza persone sole e anziane, più indifese nei confronti di queste tecniche di marketing aggressivo.  Inoltre, anche quando il consumatore abbia rifiutato l’offerta commerciale, questa viene comunque attivata, con casi limite che hanno portato ala disattivazione di servizi di teleassistenza medica. A fronte di questa situazione, l'Adiconsum chiede l’intervento del Garante della privacy, per fermare e punire l’utilizzo di banche dati e liste illegittime in base alle leggi vigenti, pratiche che oltre a ledere i più elementari diritti dei consumatori, danno luogo a distorsioni della concorrenza sul mercato dei servizi All'Agcom, Adiconsum chiede la modifica dell'attuale normativa per il cambio di operatore in favore di una operatività che dia la certezza della volontà del cambio di operatore, attraverso la richiesta, da parte dell’operatore cedente, di un consenso scritto e firmato che tolga ogni ragionevole dubbio sulle reali volontà del consumatore.

  • CODE08/13879 (8/8) (fidest) Il TAR della Toscana ha accolto il ricorso di Greenpeace e quello del Comitato di Pisa e Livorno insieme a Medicina Democratica e Forum Ambientalista contro il Rigassificatore offshore di Livorno-Pisa. Di conseguenza, l'autorizzazione a suo tempo concessa alla prima area marina industriale in un'area marina protetta è stata annullata! Il ricorso era stato presentato a ottobre 2007 quando Greenpeace prima aveva sollevato dubbi sulla legittimità dell'operazione e in seguito aveva scoperto le prove di un clamoroso falso in atto pubblico: il Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che autorizzava l'impianto mentiva nell'affermare che il Comitato di Pilotaggio del Santuario dei Cetacei aveva espresso un parere positivo sulla compatibilità tra rigassificatore e Santuario."Non conosciamo ancora le motivazioni del TAR ma ne siamo sicuri: quel rigassificatore era e resta illegale" dichiara Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. "Il mare non può essere dichiarato zona industriale, tanto più un’area dichiarata protetta come il Santuario dei Cetacei e i rigassificatori sono, per la Direttiva Seveso, siti industriali pericolosi! Sappiamo di altri progetti di rigassificatore offshore in Italia: ci opporremo a ogni ipotesi di industrializzazione del mare"Greenpeace ha portato questa vicenda all'attenzione del Segretariato del Santuario dei Cetacei (mai avvertito dalle Autorità italiane), del Parlamento Europeo e della Convenzione contro l'inquinamento marino (MARPOL) per impedire che altri simili, folli, progetti vengano realizzati.

  • CODE08/13880 (8/8) (fidest) Nasce lo sportello TIA ON LINE grazie al progetto promosso dall'Osservatorio sui Rifiuti  della Camera di Commercio. Il nuovo sistema sperimenta percorsi innovativi nel rapporto fra utenti e aziende di servizio attraverso l'utilizzo della firma digitale e delle tecnologie rese disponibili da Internet.  Lo sportello on line, sempre disponibile, consentirà di  compilare e inviare telematicamente,  tutta la modulistica senza doversi recare presso gli uffici del gestore del servizio. Tutte le pratiche necessarie per l'applicazione della Tariffa Igiene Ambientale saranno gestite autonomamente dagli utilizzatori del servizio . Anche le Associazioni di Categoria potranno inviare per via telematica le pratiche per i loro associati,  sul modello di quanto già avviene per il Registro delle Imprese. “Un altro passo avanti verso lo snellimento e la semplificazione delle procedure - spiega Maria Capezzuoli, Presidente dell’Osservatorio – che è stato possibile compiere grazie ad un proficuo rapporto di collaborazione tra la Camera di Commercio, Quadrifoglio spa, SAFI spa, e AER spa e le Associazioni di categoria che compongono l’Osservatorio camerale, che porterà degli indubbi vantaggi alle imprese le quali attraverso la smart card, già in loro possesso,   potranno usufruire di un ulteriore servizio. L’auspicio è di poter estendere in tempi brevi il sistema  anche all’utenza domestica.”     Gli obiettivi del progetto, realizzato in collaborazione con Infocert spa (società del sistema camerale per la progettazione e realizzazione di programmi informatici) sono i seguenti: agevolare la comunicazione verso l’azienda utilizzando strumenti che prevedano la digitalizzazione delle informazioni  attivare pagine web nelle quali l’utente è guidato nella compilazione della domanda; poi, grazie alla firma digitale, inoltro all’azienda di un documento valido  analizzare in dettaglio e predisporre un progetto informatico che preveda di potenziare il sito web dei gestori dell’area fiorentina per avere il modulo giusto per la pratica giusta (esempio: se un utente  deve chiudere una utenza avrà il modulo previsto con i campi richiesti diversi da quelli necessari per un altro tipo di denuncia) formare gli utilizzatori finali, individuando nella attività produttive e nelle associazioni di categoria i soggetti da coinvolgere nella fase di start up del progetto.

  • CODE08/13881 (8/8) (fidest) Crema solare a "protezione totale" o a "schermo totale". Sono espressioni che non hanno alcun significato, per il semplice fatto che se fosse vero non ci si dovrebbe abbronzare minimamente, mentre un "velo" di abbronzatura c'e' sempre. In sede europea il Colipa (European Cosmetic Toiletry and Perfumery Association) ha eliminato questa dizione, perche' ingannevole. Una raccomandazione della Commissione europea ha ridefinito i valori di protezione delle creme solari. La protezione bassa e' indicata con i numeri 6 e 10, la media con 15, 20 e 25, quella alta con 30 e 50 e, infine, quella molto alta con 50+.  Occorre ricordare che la crema puo' essere eliminata in tutto o in parte dai bagni o dal sudore e che va nuovamente applicata a meno che non sia "resistente all'acqua". Le creme sono formate da una emulsione di acqua e grassi,  quindi soggette a deteriorarsi con il calore; e' opportuno non lasciare il contenitore esposto al sole sulla spiaggia: la protezione solare potrebbe diminuire rapidamente. La durata della crema e' indicata sul contenitore con una raffigurazione di un barattolo aperto e con un numero, che sta ad indicare il tempo di vita della crema stessa dopo l'apertura del tubetto. Un avvertimento: attenzione ai padiglioni auricolari, in genere ci si dimentica di proteggerli con le creme, cosi' la sera ci si ritrova con gli "orecchioni" rossi. Da ricordare che il sole e' il maggior responsabile dell'invecchiamento della pelle, da evitare, quindi, l'esposizione nelle ore centrali della giornata (11-15). (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

  • CODE08/13869 (8/8) (fidest) I recenti raid e gli arresti di massa, così come la chiusura di centri di assistenza, ONG e associazioni della società civile attuati dalle forze di sicurezza di Hamas nella Striscia di Gaza in seguito all'esplosione di venerdì scorso vicino al Al-Hilal Café – sei persone uccise, inclusa una bambina di 4 anni, e altre 27 ferite- rappresentano delle azioni arbitrarie volte a colpire il presente e il futuro della Palestina, insieme al suo diritto e alla sua volontà di essere uno Stato democratico e multiculturale, dove la diversità sia una ricchezza per il Paese.   Finora, i responsabili dell'esplosione rimangono ignoti e, come richiesto da alcune organizzazioni palestinesi per i diritti umani, solo un'indagine esaustiva ed indipendente è necessaria per arrestarli, rispettando i procedimenti legali e i dovuti processi.  Chiunque abbia commesso questo attacco è un criminale su cui ricade la responsabilità di aver ucciso persone innocenti, compresa una bambina incolpevole, e di creare caos e divisione tra i Palestinesi, in particolare in un momento in cui l'unità del popolo e del territorio palestinese è indispensabile per far fronte all'attuale e crescente colonizzazione israeliana del Territorio Palestinese. La chiusura illegale degli orfanotrofi, delle scuole, dei negozi che si presume appartengano ad Hamas nella Cisgiordania e gli arresti perpetrati da Israele sono non solo illegali ma, tentando di dividere ulteriormente il popolo palestinese, rappresentano anche un grave attacco all'Autorità Palestinese, e così giustamente il Primo Ministro Salam Fayyad di recente si è recato a Nablus per sfidare le forze di occupazione israeliane.    Tuttavia, la risposta del governo de facto di Hamas è illegittima e non democratica: centinaia e centinaia di persone sono state arrestate da venerdì, più di 40 club sportivi, organizzazioni di volontariato, centri culturali, agenzie per lo sviluppo sociale, istituzioni e uffici di Fatah nell'intera Striscia di Gaza sono stati attaccati e la gran parte di questi obbligati a chiudere; le loro attrezzature, file, computer sono stati confiscati e molti attivisti e impiegati di organizzazioni non governative locali e private sono stati arrestati.  La società civile ha il diritto di creare associazioni e di esercitare il proprio diritto alla libertà e alla sicurezza, secondo la legge: ogni ostacolo e impedimento a tale diritto rappresenta una flagrante violazione dei principi democratici fondamentali.  Il governo de facto di Hamas deve immediatamente  cessare queste azioni e  riaprire queste organizzazioni affinché continuino il loro lavoro essenziale di fornire assistenza e spazi di libertà. Tutte le forze sono necessarie per porre fine all'assedio di Gaza, per la liberazione dei prigionieri e per la fine dell'occupazione militare. Spero veramente che l'Autorità Palestinese sarà saggia abbastanza da non seguire la stessa strada in Cisgiordania, poiché questo condurrebbe ad un circolo molto vizioso: tutte le parti politicamente coinvolte dovrebbero con urgenza riprendere il dialogo nazionale e l'unità, indispensabili, astenendosi dal tirare dentro all'attuale conflitto la società civile.Abusi e maltrattamenti, se non la tortura, nei confronti dei detenuti palestinesi, arrestati sia dall'Autorità Palestinese che da Hamas, sono un altro colpo per la Palestina, come denunciano le organizzazioni palestinesi per i Diritti Umani, e devono immediatamente finire.    Il prezzo della divisione e della repressione sarà ancora una volta pagato dalla popolazione palestinese e dalla loro causa nazionale.

  • CODE08/13870 (8/8) (fidest) Con i recenti aumenti del prezzo della benzina e del gasolio l’uso dell’auto diventa sempre più un lusso.Solo per restare all’ultimo anno, il gasolio è aumentato del 30% e la benzina del 15%.L’auto resta comunque per molti un mezzo indispensabile per andare a lavorare. Tutti ci poniamo l’interrogativo di come risparmiare e certamente una prima risposta è sostituire il mezzo privato con quello pubblico (ma ciò non sempre è possibile); una seconda risposta è quella di rivolgersi a veicoli più piccoli e risparmiasi (soluzione questa molto costosa); una terza risposta è quella di prendere in considerazione l’installazione di un impianto a GPL.Il risparmio è consistente. Infatti con 10 euro:· con un veicolo a benzina si percorrono mediamente circa 100 k ·con un veicolo a gasolio circa 120 km · con un veicolo a GPL circa 190 km. Pensare, quindi, di investire per passare al GPL può essere una scelta concreta. Ciò comporta una spesa per l’installazione dell’impianto mediamente di circa 1500-1800 euro, da cui vanno detratti circa 350euro di incentivi statali.Va sottolineato, inoltre, che il GPL è un carburante ecologico ed è per questo che viene incentivato con un contributo da parte dello Stato. Esso consente di poter circolare nei giorni di blocco del traffico anche con auto che non sono euro 4.Nella Guida presentata da Adiconsum, realizzata in collaborazione con Assogasliquidi e Consorzio Ecogas, vengono affrontati tutti gli interrogativi che si pone il consumatore prima di fare questa scelta incluso l’aspetto della garanzia che resta a carico del costruttore per quanto riguarda il veicolo, mentre le anomalie o i danni derivanti dalla trasformazione a GPL o metano sono a carico dell’officina di installazione e del costruttore dell’impianto.Risolto anche il problema dei parcheggi sotterranei con le nuove nome di sicurezza a cui devono rispondere  gli impianti di GPL. Il GPL può rappresentare, quindi, una valida alternativa per molti consumatori alle prese con il caro carburante.Adiconsum raccomanda i consumatori di rivolgersi ad installatori qualificati e di verificare eventuali controindicazioni all’installazione dell’impianto GPL sul proprio veicolo.Adiconsum resta impegnata a fare ampliare la rete di distribuzione, pari al 10% del totale (circa 2.300 distributori), e vigilerà affinché l’eventuale aumento della domanda di GPL non comporti aumenti speculativi del prezzo (oggi è di circa 0,69 euro/litro), come purtroppo avvenuto per auto diesel. A questo fine Adiconsum ha allertato l’attenzione di Mr. Prezzi e del’Autorità per l’energia che recentemente è stata investita della vigilanza del prezzo dei carburanti.
    La guida è disponibile sul sito www.adiconsum.it <http://www.adiconsum.it>  e da settembre anche presso tutte le sedi Adiconsum.

  • CODE08/13871 (8/8) (fidest) In December 2008, on the occasion of the 60th anniversary of the Universal Declaration of Human Rights, Internews and the Every Human Has Rights campaign, supported by The Elders, will celebrate a year of collaboration with leading human rights organisations through the Every Human Has Rights Media Awards. “The Elders” is a group of world leaders convened by Nelson Mandela to use their wisdom, independent leadership and experience to tackle some of the world’s toughest problems. Founding Elders are Desmond Tutu, Kofi Annan, Mary Robinson, Lakhdar Brahimi, Graca Machel, Muhammad Yunus, Fernando Cardoso, Gro Brundtland, Ela Bhatt and Jimmy Carter. Recognising outstanding contributions by the Media: 30 journalists from around the world will be selected by a professional international jury and awarded an all expenses paid trip to Paris in December 2008, where they will meet Human Rights leaders and receive a prize for their contribution to illustrating the Universal Declaration of Human Rights. (from www.civicus.org)

  • CODE08/13872 (8/8) (fidest) “Le nostre assicurazioni sono più serie e affidabili dei politici italiani”. Lo dichiara Sergio Rovasio, segretario dell’associazione radicale Certi Diritti, dopo che le Assicurazioni Generali, secondo quanto riportava ieri il quotidiano Il Gazzettino, hanno risarcito un cittadino omosessuale italiano, rimasto “vedovo” del suo compagno ottantenne francese. “Viviamo in un Paese” continua Rovasio “in cui la tutela giuridica delle formazioni sociali diverse da un’unione eterosessuale è considerata inesistente dalla politica, ma è ormai voluta dall'intera società civile. Tuttavia, decine di migliaia di coppie lesbiche e gay ne stanno facendo le spese senza che i nostri politici muovano un dito per assicurare loro diritti considerati basilari in gran parte dei paesi dell’Unione Europea”. Certi Diritti continuerà con ancora più forza nella sua azione di affermazione civile, che si propone di portare nelle aule dei tribunali italiani i rifiuti alle pubblicazioni di matrimonio da parte degli ufficiali di Stato civile dei vari Comuni alle coppie omosessuali che chiederanno di essere sposate. “Non si tratta” puntualizza il segretario dell’associazione radicale “né di disobbedienza civile, né di un’azione avventata mirata a fare clamore, bensì di una battaglia per la civiltà dove, proprio perché i politici non sono in grado di rispondere ai nostri bisogni e alle nostre istanze, garantendo l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge – come vuole la Costituzione –, i cittadini omosessuali sono chiamati in causa per rivendicare i loro diritti fondamentali come individui”. Una quindicina di coppie lesbiche e gay italiane, intanto, sta depositando i ricorsi al diniego delle pubblicazioni ai rispettivi tribunali ordinari, con l’obiettivo di vedersi riconosciuto da un giudice il diritto a contrarre matrimonio secondo i principi di uguaglianza e di non discriminazione, garantiti dalla legge. www.certidiritti.it 

  • CODE08/13873 (8/8) (fidest) Adozioni single: bene Mussolini, fine delle discriminazioni e piena applicazione della convenzione di Strasburgo Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico Leggiamo del sostegno alla possibilità che anche ai single sia consentito l'accesso alle adozioni e ci congratuliamo con Alessandra Mussolini, presidente della Commissione Bicamerale per l'Infanzia, alla quale preannunciamo pieno e forte appoggio. Ricordiamo che l'Italia ha gia recepito convenzioni internazionali, tra cui quella di Strasburgo del 1967, che prevedevano la possibilità per una persona singola di adottare. Purtroppo, le nostre leggi nell'adeguarsi alla convenzione, ratificata e resa esecutiva, l'hanno letteralmente aggirata con uno stratagemma: e' infatti consentita l'adozione ai single solo in casi particolari, quelli di bambini disabili o comunque difficili, per cui è possibile un percorso diverso, perfino revocabile. In pratica una diabolica adozione di serie B. Costituisce un atto di civilta' abolire tale tipo di adozione e, se si ritiene che i single possano dare il loro contributo, adottando anche i casi difficili, consentire ad essi di farlo in modo chiaro e pieno, con un'adozione non diversa da quella applicabile alle coppie "normali" ed ai bambini "normali". Sempre nello spirito di ampliare la platea degli adottandi occorre prevedere la soppressione di qualsiasi limite di eta' massima e minima per gli adottandi, sopprimendo quegli ostacoli all'adozione segnalati anche dalla stessa Corte Costituzionale che si è più volte pronunciata sull'articolo 6 della legge n. 184 del 1983, segnalando  quanto i bisogni dei minori e la necessità di dare a questi una famiglia sia prioritario rispetto a regole, quali la differenza di età, che talvolta possono essere derogate se dalla mancata adozione derivi un danno grave per il minore. Se il Tribunale deve vagliare i requisiti di coloro che si propongono come adottandi, e deve anche scegliere coloro che appaiono maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore, non sembra opportuno porre ostacoli pregiudiziali, ne' di eta' n'e di stato civile. L'affetto e l'amore che un genitore vuole e può dare ad un figlio non puo' essere pregiudizialmente limitato in astratto da queste barriere preventive. La Commissione Bicamerale per l'Infanzia potrà fare quell'azione di informazione e sensibilizzazione affinche' le commissioni giustizia di Camera e Senato calendarizzino da subito le proposte di iniziativa parlamentare. Per quanto ci riguarda, essendo una nostra priorità, abbiamo, fin dal primo giorno della legislatura, già depositato il ddl 135 Modifiche e aggiornamenti alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in tema di adozioni. che va in questa direzione.

  • CODE08/13874 (8/8) (fidest) A Bra la rete è Wifi Tutte le piazze del centro cittadino coperte, così come alcune delle principali vie. Bra ha concluso il primo passo della copertura delle aree all'aperto del suo centro storico con la rete Wi-Fi, che permette connessioni internet senza fili utilizzando tecnologia con rete “a maglie”. Notevole l'interesse da parte della cittadinanza, con oltre trecento utenti registrati ed attivi. L'iniziativa, promossa dall'Ascom Bra e dal centro commerciale naturale “La Zizzola” in collaborazione con l'Amministrazione comunale, permette una connessione gratuita ventiquattro ore su ventiquattro al giorno nell'utilizzo dei servizi di navigazione web, posta elettronica e telefonia via internet, con la sola esclusione dei servizi di file sharing ad una velocità di 4 Mbs. Dal primo hot spot installato in piazza Giolitti nel mese di maggio 2008, sono andate via via ad aggiungersi le coperture di piazza Spreitenbach, piazza XX Settembre, piazza Caduti per la Libertà, piazza Carlo Alberto e piazza Roma, oltre a corso Garibaldi, corso Cottolengo e tratti di via Cavour, via Principi di Piemonte e via Vittorio Emanuele, facendo della città della Zizzola una delle realtà più capillarmente coperte dal segnale Wifi in ambito nazionale. La connessione di tipo “mesh” è realizzata su rete ElsyNet, provider di servizi di connettività senza fili braidese e partner tecnico dell'operazione. Per ottenere gratuitamente le credenziali d'accesso al servizio è necessario recarsi all'Ufficio per le relazioni con il pubblico del Comune di Bra, in Palazzo municipale al primo piano in piazza Caduti per la Libertà, oppure all'Ufficio Marketing di Ascom Bra, l'associazione dei commercianti braidesi, nella sede di piazza Giolitti. Documenti necessari per l'iscrizione sono la fotocopia di un valido documento d'identità e del codice fiscale, con nome utente e paswword che verranno comunicate via Sms. Gli utenti più esperti possono registrarsi direttamente sul portale web ElsyNet ma solo raggiungendo la rete attraverso la connessione Wifi. Le credenziali d'accesso possono essere richieste da chiunque purché maggiorenne. (rg)

  • CODE08/13875 (8/8) (fidest) Importante ordinanza prefettizia in tema di autovelox: il Prefetto di Lecce accoglie il ricorso di un automobilista “beccato” a 7 km/h in più rispetto al limite di 90.  Il superamento irrisorio del limite imposto, se rilevato con il solo ausilio degli strumenti elettronici non integra una condotta colposa del conducente.  Per il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di IDV, Giovanni D’AGATA, si tratta di un primo passo della P.A. contro quei Comuni che “fanno cassa” con gli autovelox. E’ stato accolto il ricorso predisposto dallo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce per un automobilista leccese, al quale era stata contestata un’infrazione al Cds per presunto eccesso di velocità, rilevata dalla P.M. del Comune di Scorrano con apparecchiatura autovelox. Ma la novità è rappresentata da una presa d’atto della Prefettura di Lecce, che rilevato il superamento di soli 7 Km/h del limite imposto e pari a 90 km/h, ha deciso di annullare il ricorso. L’ordinanza di archiviazione del verbale, destinata a fare scuola, prende spunto da alcune considerazioni logico-giuridiche inoppugnabili e che si erano affermate nelle aule dei Giudice di Pace, ed in particolare dalla carenza di colpa nella condotta dell’automobilista sorpreso a superare il limite di una frazione irrisoria. Secondo la Prefettura, infatti, poiché si tratta di accertamento effettuato solo con l’ausilio di un’apparecchiatura elettronica, e considerato il superamento del limite, poco al di sopra di quello imposto, l’automobilista non è in grado, anche usando la normale diligenza richiesta per la condotta di guida, di verificare l’esatto rispetto del limite, perché condizionato inevitabilmente ad alcuni parametri empirici esterni, - a titolo esemplificativo l’esatta caratura del tachigrafo, il pedale dell’acceleratore ecc., - che impediscono la verifica simultanea e certa della velocità effettiva, senza che tutto ciò comporti un aumento dei pericoli per la sicurezza stradale e tenuto conto della presumibile volontà del conducente di attenersi alle prescrizioni del codice della strada in tema di velocità.  Giova precisare, quindi, che si tratta del primo caso noto in materia, anche perché tale decisione avviene al di fuori delle aule del Giudice di Pace e della copiosa giurisprudenza in materia di autovelox.  Secondo il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di IDV, Giovanni D’AGATA, “si tratta di un primo passo degli organi sovraordinati gerarchicamente, nei confronti di quei Comuni che utilizzano le rilevazioni elettroniche per “far cassa”, per il riavvicinamento della P.A. alle esigenze dei cittadini ed alle logiche giuridiche, con la speranza che le altre Prefetture seguano l’esempio per i casi analoghi”.

  • CODE08/13876 (8/8) (fidest) Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha promulgato la legge 24 luglio 2008, n. 125 (in GU, Serie generale, n. 173, del 25 luglio), che converte il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica". Tra le principali novità: I magistrati possono rinviare fino ad un massimo di 18 mesi i processi per reati commessi fino al 2 maggio 2006, per i quali ricorrono le condizioni per l'indulto; devono, invece, essere celebrati subito i processi che prevedono il rito per direttissima o immediato, o imputati detenuti; che riguardano i reati più gravi (p.e., mafia e terrorismo), gli incidenti sul lavoro, la circolazione stradale, l'immigrazione clandestina. Se chi delinque è un clandestino (extracomunitario o cittadino europeo entrato irregolarmente) le pene sono aumentate di un terzo. Per chi commette atti osceni, violenza sessuale, furto e spaccio, e per i delitti aggravati dalla clandestinità, non è prevista la sospensione della pena. Ampliati i casi di espulsione per gli stranieri condannati, mentre i "comunitari" potranno essere allontanati se senza reddito o trovati a delinquere. I Centri di Permanenza Temporanea (CPT) e i Centri di Permanenza Temporanea e Assistenza (CPTA) diventano Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE). Chi dichiara falsa identità sconterà pene più severe (da 1 a 6 anni di reclusione). Per chi affitta la casa o altro immobile ad uno straniero senza permesso di soggiorno è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Altre norme riguardano, fra l'altro: la guida in stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, l'uso dell'esercito nelle grandi città. Sono altresì previste maggiori pene per le associazioni mafiose (anche straniere), e misure contro la contraffazione della merce. Incluso nella legge 24 luglio 2008 è anche il così detto "Lodo Alfano".

  • CODE08/13877 (8/8) (fidest) Con 171 voti a favore, 128 contrari e 6 astenuti l'Assemblea del Senato ha approvato il 22 luglio in via definitiva il disegno di legge recante: "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato" (cosiddetto "Lodo Alfano": ddl 903). È così convertito in Legge ordinaria il DdL, d'iniziativa del Ministro della giustizia, Angelino Alfano, già approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 27 giugno 2008, presentato alla Camera dei deputati il 2 luglio 2008, e approvato dall'Aula il 10 luglio 2008. Il provvedimento dispone che: salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti del Presidente della Repubblica, del Presidente del Senato, del Presidente della Camera e del Presidente del Consiglio sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione. L'imputato può rinunciare in ogni momento alla sospensione. La sospensione non impedisce al giudice di assumere le prove non rinviabili. La sospensione opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura, né si applica in caso di successiva investitura in altra delle cariche o delle funzioni.


 

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